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Il presente articolo tratta il lavoro notturno, una tipologia di lavoro disciplinata da regole specifiche nella Legge sul Lavoro e limitata sul piano giuridico. Nel quadro dell’art. 69 della Legge sul Lavoro n. 4857 vengono illustrati nelle linee essenziali la durata e le condizioni del lavoro notturno e i diritti dei lavoratori e, in linea con il quadro normativo del lavoro notturno e con la giurisprudenza della Corte di Cassazione turca (Yargıtay), si esaminano le condizioni in presenza delle quali il lavoro notturno si trasforma in lavoro straordinario. Vengono inoltre forniti esempi di come si calcolano i crediti per lavoro straordinario nelle settimane in cui si svolge lavoro notturno e di quali situazioni possano presentarsi.
Il lavoro notturno è disciplinato dall’art. 69 della Legge sul Lavoro n. 4857, che lo definisce nel modo seguente: “Nella vita lavorativa la ‘notte’ è il periodo che inizia al più tardi alle ore 20.00 e termina al più presto alle ore 06.00 e che in ogni caso dura al massimo undici ore.” Anche se nel nostro ordinamento non esiste nella prassi una distinzione tra lavoro svolto nel periodo notturno e lavoro svolto nel periodo diurno, in base al tenore letterale della legge, quando si lavora entro le suddette fasce orarie si applica la disposizione intitolata “lavoro notturno”. (Baki Oğuz Mülayim, İş Hukukunda Gece Çalışması (Adalet 2016) 146; Mollamahmutoğlu, Astarlı and Baysal, İş Hukuku (n 8) 348.)
Ai fini dell’applicazione della suddetta disposizione sono state introdotte alcune limitazioni al lavoro notturno. Infatti: “Il lavoro notturno dei lavoratori non può superare le sette ore e mezza. Tuttavia, nei settori del turismo, della vigilanza privata, dei servizi sanitari e nei lavori svolti nell’ambito delle attività di ricerca, esplorazione e perforazione petrolifera ai sensi della Legge turca sul Petrolio n. 6491 del 30/5/2013, può essere richiesto lavoro notturno superiore alle sette ore e mezza, a condizione che sia ottenuto il consenso scritto del lavoratore.” (art. 69/3) “Durante il lavoro notturno non può essere richiesto ai lavoratori di svolgere lavoro straordinario.” (art. 41/4) Inoltre, lo stato di salute del lavoratore deve essere idoneo al lavoro notturno. Un’altra limitazione è che l’esigenza di impiegare lavoratori in modo continuativo di giorno e di notte può riguardare lavori svolti, per le caratteristiche indicate dalla Legge sul Lavoro (art. 76/2), da squadre di lavoratori che si succedono senza interruzione, ma può sussistere anche quando il datore di lavoro decida di adottare una simile prassi pur in assenza di un lavoro di tale natura. “Nei lavori che sono svolti di giorno e di notte e in cui si utilizzano squadre di lavoratori a turni alternati, i turni sono organizzati in modo tale che i lavoratori che lavorano di notte per una settimana lavorativa siano fatti lavorare di giorno nella seconda settimana lavorativa successiva. Per i turni diurni e notturni può essere applicato anche il principio dell’avvicendamento di due settimane. (art. 69/7) Il lavoratore il cui turno deve essere cambiato non può essere fatto lavorare nell’altro turno senza avergli concesso almeno undici ore di riposo ininterrotto. (art. 69/ultimo comma)”
Come già rilevato, la disposizione fondamentale che il nostro ordinamento prevede in materia di durata del lavoro notturno si trova nel terzo comma dell’art. 69 della Legge sul Lavoro n. 4857, secondo il quale la durata del lavoro notturno non deve di regola superare le sette ore e mezza. La giurisprudenza della Corte di Cassazione afferma che, qualora il lavoro notturno superi le sette ore e mezza, tale violazione integra una situazione che fa sorgere il diritto del lavoratore di richiedere la retribuzione del lavoro straordinario. Infatti, a seguito della soppressione della 22ª Sezione civile della Corte di Cassazione e dell’assegnazione del suo Presidente e dei suoi Membri alla 9ª Sezione civile, le questioni controverse nelle decisioni di entrambe le Sezioni sono state discusse ed è stato deciso di uniformare la prassi nel modo seguente:
Metodo di calcolo del credito per lavoro straordinario nei casi in cui non si superano le 45 ore settimanali (come nel caso di superamento delle 11 ore giornaliere o delle 7,5 ore notturne):
Il lavoro in cui l’orario di lavoro settimanale non supera le 45 ore, ma che supera le 11 ore giornaliere, nonché il lavoro che supera il limite delle 7,5 ore nel lavoro notturno e nei lavori pesanti e pericolosi, è considerato lavoro straordinario secondo la prassi della Corte di Cassazione. Il corrispettivo del suddetto lavoro vietato deve essere pagato con una maggiorazione del 50% (con il 50% in più rispetto alla retribuzione oraria). In altri termini, non si può procedere al calcolo sulla base della metà della retribuzione oraria sostenendo semplicemente che l’orario di lavoro settimanale di 45 ore non è stato superato e che la parte non maggiorata del lavoro straordinario è stata pagata nell’ambito della retribuzione mensile fissa.
In conformità alla sentenza della 9ª Sezione civile della Corte di Cassazione turca (Yargıtay), ruolo n. 2015/32990, decisione n. 2019/7188, del 29.03.2019;
“…Il lavoro straordinario nel lavoro notturno ha natura di lavoro vietato. Per questa ragione, nella settimana in cui viene svolto lavoro notturno, anche se l’orario di lavoro nelle settimane precedenti e successive non supera le 45 ore, per ciascun giorno in cui viene svolto lavoro notturno, la parte del lavoro notturno residuo, dopo aver dedotto il riposo intermedio, che eccede le 7,5 ore deve essere calcolata come retribuzione del lavoro straordinario.”
Come si evince anche dalle decisioni della Corte di Cassazione, non vi è alcuna divergenza di opinioni sul fatto che il lavoro che supera le 7,5 ore notturne debba essere calcolato come lavoro straordinario. Nell’effettuare tale calcolo, sebbene l’orario di lavoro settimanale del lavoratore non superi le 45 ore, il lavoro svolto tra le 20:00 e le 06:00 è lavoro notturno e, nel lavoro svolto di notte, anche se l’orario di lavoro settimanale non supera le 45 ore, il lavoro che supera le 7,5 ore giornaliere deve essere considerato lavoro straordinario.
Ad esempio, se si ritiene che tra il 16/01/2025 e il 22/01/2025 siano state svolte 21 ore di lavoro diurno e 31,5 ore di lavoro notturno, e si effettua il calcolo ordinario, le ore diurne e notturne vengono sommate. Sebbene il lavoro settimanale complessivo di 52,5 ore dimostri che è stato svolto lavoro straordinario, poiché è presente lavoro notturno, tale situazione rende necessario un calcolo separato. Infatti, quando si effettua il calcolo ordinario, le ore diurne e notturne vengono sommate e si può affermare che siano state svolte 7,5 ore di lavoro straordinario. Tuttavia, quando si calcola il lavoro notturno, esso viene calcolato separatamente, il che porta alla conclusione che il lavoratore ha svolto lavoro notturno per 10,5 ore in ciascuno di 3 giorni. In tal caso, ritenendo che il lavoratore abbia svolto 3 ore di lavoro straordinario al giorno, si deve concludere che abbia svolto in totale 9 ore di lavoro straordinario notturno.
Oppure, come ulteriore esempio, se supponiamo che un lavoratore lavori 4 giorni a settimana, 10,5 ore al giorno, che non abbia un lavoro superiore a 45 ore settimanali e che lavori 42 ore a settimana, qualora egli svolga anche lavoro tra le 20:00 e le 06:00, tale lavoro è lavoro notturno e, nel lavoro svolto di notte, anche se l’orario di lavoro settimanale non supera le 45 ore, il lavoro che supera le 7,5 ore giornaliere deve essere considerato lavoro straordinario. Pertanto, a titolo di esempio, il lavoratore che il 5 ottobre 2024 ha lavorato tra le 20:00 e le 08:00 ha svolto lavoro notturno per 12-1,5=10,5 ore al giorno e ha maturato il diritto alla retribuzione del lavoro straordinario per 10,5-7,5=3 ore.
In conclusione, poiché il lavoro notturno è un’attività svolta nelle ore in cui gli individui, in base alle proprie esigenze biologiche, hanno bisogno di dormire, esso è una tipologia di lavoro soggetta a una disciplina speciale. In tale contesto, si ritiene che il lavoro svolto di notte e quello svolto durante il giorno non debbano essere valutati in modo uguale. In questo quadro, nel nostro articolo abbiamo innanzitutto esaminato le caratteristiche del lavoro notturno e, nel quadro della normativa vigente e delle decisioni delle corti superiori, abbiamo cercato di illustrare il calcolo con degli esempi.
Avv. Ecenur GÖNÜL



