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Il presente articolo esamina la valutazione di costituzionalità compiuta dalla Corte Costituzionale, con la decisione del 16 aprile 2026 (E.2026/34, K.2026/81), in merito alla perseguibilità senza querela dei reati di illecita comunicazione, diffusione o acquisizione di dati personali. Nella decisione la Corte sottolinea che tali reati riguardano non solo interessi individuali, ma anche l'ordine pubblico e la fiducia della collettività nella protezione dei dati personali, concludendo che il procedimento d'indagine d'ufficio è conforme alla Costituzione. L'articolo valuta inoltre gli effetti della decisione sulla prassi del diritto penale, le conseguenze giuridiche che essa può determinare per i titolari del trattamento e le società, nonché gli obblighi che ne derivano sotto il profilo dei processi di conformità alla KVKK, e analizza in una prospettiva applicativa il nuovo approccio da seguire nelle indagini penali relative alle violazioni di dati personali.
La Corte Costituzionale ha deciso che la disposizione secondo cui per le indagini sui reati di illecita comunicazione, diffusione o acquisizione di dati personali non è richiesta la querela della persona offesa è conforme alla Costituzione. La decisione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2026, produce importanti conseguenze destinate a incidere direttamente sulla prassi del diritto penale in materia di protezione dei dati personali.
Nel ricorso proposto dal Tribunale Penale di Primo Grado di Osmaniye (13ª Sezione) è stato sostenuto che l'articolo 139 del Codice Penale turco fosse in contrasto con la Costituzione. Il motivo principale del ricorso era l'asserzione secondo cui, benché i reati di violazione della riservatezza della vita privata siano in alcuni casi procedibili a querela, la perseguibilità d'ufficio dei reati di illecita comunicazione, diffusione o acquisizione di dati personali costituirebbe una violazione del principio di uguaglianza. La Corte Costituzionale ha invece respinto all'unanimità tale censura con la decisione del 16 aprile 2026 (E.2026/34, K.2026/81). Si è così consolidato in via definitiva che la disciplina vigente è conforme alla Costituzione.
Nella decisione è stato evidenziato che il trattamento illecito dei dati personali non viola soltanto i diritti individuali della persona offesa, ma incide anche sulla fiducia che la collettività nutre nella protezione dei dati personali e sull'ordine pubblico. Secondo la Corte, la protezione dei dati personali è oggi non solo un interesse individuale, ma un valore giuridico di natura pubblica sotto il profilo della sicurezza digitale, della fiducia nei sistemi informativi e della tutela dei diritti fondamentali. Per tale ragione, il fatto che l'indagine su tali reati non sia rimessa alla volontà della persona offesa è stato considerato una esigenza dell'interesse pubblico. La decisione dimostra altresì che il potere discrezionale di cui dispone il legislatore in merito al regime di perseguibilità dei reati è stato esercitato in modo conforme alla Costituzione.
Con la decisione della Corte Costituzionale, qualora vi sia una denuncia, un accertamento o un altro elemento di prova secondo cui dati personali sono stati acquisiti, diffusi o condivisi con terzi in modo illecito, le procure della Repubblica potranno avviare un'indagine d'ufficio senza attendere la querela della persona offesa. Ciò consentirà un più rapido avvio delle indagini penali, in particolare in casi quali fughe di dati, attacchi informatici, violazioni di dati imputabili ai dipendenti, accessi non autorizzati e condivisione illecita di dati personali. Pertanto, la mancata presentazione della querela da parte della persona offesa non impedirà lo svolgimento dell'indagine penale.
La decisione produce conseguenze rilevanti anche per tutti i titolari del trattamento che operano nell'ambito della Legge n. 6698 sulla Protezione dei Dati Personali (KVKK). D'ora in poi, in caso di violazione dei dati, potranno venire in rilievo non soltanto le sanzioni amministrative pecuniarie o la responsabilità risarcitoria ai sensi della KVKK, ma anche il rischio di un'indagine penale, pure in assenza di un'istanza della persona offesa. Per questo motivo è più importante che mai per le società mantenere aggiornati i propri programmi di conformità alla KVKK, riesaminare con regolarità le misure di sicurezza tecniche e organizzative, impartire ai dipendenti una formazione periodica sulla sicurezza dei dati, predisporre piani di risposta alle violazioni dei dati e individuare rapidamente le violazioni per adempiere ai propri obblighi giuridici.
Questa decisione della Corte Costituzionale mostra che l'approccio penalistico alla protezione dei dati personali è sempre più improntato a una prospettiva di ordine pubblico più forte. Con lo sviluppo dell'economia digitale, la protezione dei dati personali non è più soltanto una questione attinente alla vita privata degli individui, ma è divenuta uno degli elementi fondamentali della governance societaria, della sicurezza delle informazioni e dei processi di conformità giuridica delle società. Pertanto, non è sufficiente che i titolari del trattamento adempiano gli obblighi previsti dalla KVKK: essi devono altresì adottare una politica di conformità completa che tenga conto anche della dimensione penalistica di possibili violazioni dei dati. Meccanismi efficaci di controllo interno, analisi periodiche dei rischi e prassi aggiornate di sicurezza dei dati sono di importanza cruciale per ridurre i rischi di responsabilità sia civile sia penale.
In conclusione, la decisione della Corte Costituzionale ha ribadito ancora una volta che i reati di illecita comunicazione, diffusione o acquisizione di dati personali devono essere considerati reati non più subordinati alla querela della persona offesa e che riguardano l'interesse pubblico. In particolare per le società che trattano dati, tale decisione rende necessario affrontare congiuntamente la conformità alla KVKK, la sicurezza delle informazioni, la gestione del rischio informatico e la responsabilità penale. Nell'era digitale, il pieno adempimento degli obblighi relativi alla protezione dei dati personali è di grande importanza al fine di evitare non solo le sanzioni amministrative, ma anche le indagini penali che possono essere condotte d'ufficio.



