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Affrontare un problema di salute urgente è una delle situazioni in cui la persona si sente più vulnerabile e disperata. Mentre i pazienti e i loro familiari si concentrano esclusivamente sull'assistenza sanitaria, in preda al panico e all'ansia possono trascurare la natura della struttura ospedaliera, le tariffe e gli obblighi economici. Gli ospedali privati possono dunque chiedere un corrispettivo per i servizi di pronto soccorso? Leggete il nostro articolo, nel quale esaminiamo la questione alla luce della normativa pertinente e delle decisioni della Corte di Cassazione turca (Yargıtay)!
I servizi sanitari di emergenza costituiscono un ambito in cui un intervento rapido ed efficace è di importanza vitale nelle situazioni che mettono a rischio la vita delle persone. Per questo motivo, in Turchia esistono specifiche disposizioni di legge, norme costituzionali e convenzioni internazionali che disciplinano la determinazione dei corrispettivi per i servizi erogati dai pronto soccorso degli ospedali privati. In questo articolo si valuterà se gli ospedali privati possano chiedere un corrispettivo nei propri pronto soccorso, alla luce della normativa pertinente, delle decisioni della Corte di Cassazione turca (Yargıtay), degli articoli rilevanti della Costituzione e delle convenzioni internazionali di cui la Turchia è parte; verranno inoltre esaminati i rimedi giuridici per ottenere la restituzione delle somme indebitamente riscosse.
La Costituzione della Repubblica di Turchia definisce l'accesso ai servizi sanitari come un diritto fondamentale. L'articolo 56 della Costituzione, con l'espressione "Ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente sano ed equilibrato.", stabilisce che lo Stato ha l'obbligo di garantire a tutti la possibilità di condurre la propria vita in buona salute fisica e mentale. In tale contesto, l'accesso ai servizi sanitari di emergenza è riconosciuto come un diritto umano fondamentale. Inoltre, l'articolo 17 della Costituzione garantisce il diritto alla vita delle persone con la disposizione "Ogni persona ha diritto alla vita e al rispetto e allo sviluppo della propria esistenza materiale e spirituale." I servizi sanitari di emergenza sono un elemento irrinunciabile per la tutela del diritto alla vita, e ogni ostacolo all'accesso a tali servizi costituisce una violazione dell'articolo 17 della Costituzione.
D'altra parte, la Turchia è parte di diverse convenzioni internazionali che garantiscono l'accesso ai servizi sanitari. Una di esse è il Patto internazionale delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali. L'articolo 12 di tale Patto riconosce a ogni persona il diritto di godere del più alto standard raggiungibile di salute fisica e mentale. La limitazione dell'accesso ai servizi sanitari di emergenza, o la richiesta di un corrispettivo per tali servizi, può comportare una violazione del Patto. Inoltre, l'articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo tutela il diritto alla vita. L'ostacolo all'accesso ai servizi sanitari di emergenza, o la richiesta di un corrispettivo per tali servizi, può essere considerato una violazione del diritto alla vita.
Nel nostro Paese, i servizi di pronto soccorso degli ospedali privati sono disciplinati da diverse disposizioni di legge. Ai sensi dell'articolo 21 del Regolamento sugli ospedali privati (Özel Hastaneler Yönetmeliği), gli ospedali privati sono tenuti a prestare servizi sanitari di emergenza, ad accogliere i casi di emergenza indipendentemente dal fatto che il paziente abbia una copertura sanitaria o la capacità di pagare, e a effettuare senza ritardo l'intervento medico necessario. Inoltre, ai sensi dell'articolo 32 della Legge n. 2219 sugli ospedali privati (Hususi Hastaneler Kanunu), gli ospedali privati hanno l'obbligo di accogliere i pazienti nei casi di emergenza e di praticare le cure necessarie. Tale Legge prevede che nell'erogazione dei servizi sanitari di emergenza la prestazione sia resa a prescindere dalla situazione economica dei pazienti.
In molte sue decisioni sull'argomento, la Corte di Cassazione turca (Yargıtay) ha affermato in modo costante ed esplicito che la decisione deve essere assunta in base all'esito di una perizia da acquisire sulla base delle disposizioni della normativa in materia di previdenza sociale. Secondo la Corte di Cassazione turca (Yargıtay), se il paziente sia entrato dal pronto soccorso, se il motivo del ricovero in urgenza richiedesse un intervento immediato, quando il paziente si sia stabilizzato e, di conseguenza, se possa essere richiesto un corrispettivo devono essere accertati mediante perizia. In effetti, in casi che richiedono un intervento immediato, quali un incidente stradale, un'emorragia cerebrale, un attacco di panico e simili, l'ospedale privato non potrà chiedere alcun corrispettivo al paziente fino a quando questi non sia stato stabilizzato. Quanto agli interventi effettuati dopo la stabilizzazione del paziente, si dovrà decidere se possa essere richiesto un corrispettivo in base al tipo di intervento, facendo riferimento alla normativa e al Comunicato sull'applicazione sanitaria (Sağlık Uygulama Tebliği). (Corte di Cassazione turca, 13ª Sezione Civile, 2017/1812 E., 2020/418 K.; Corte di Cassazione turca, 13ª Sezione Civile, 2017/802 E., 2018/7247 K.; Corte di Cassazione turca, 13ª Sezione Civile, 2016/11909 E., 2018/12442 K.; Corte di Cassazione turca, 13ª Sezione Civile, 2015/42095 E., 2017/4693 K.)
In conclusione, nei pronto soccorso degli ospedali privati in Turchia è un obbligo di legge prestare i servizi sanitari di emergenza indipendentemente dal fatto che i pazienti abbiano una copertura sanitaria o la capacità di pagare, e non chiedere alcun corrispettivo per tali servizi. La normativa pertinente, le disposizioni costituzionali, le convenzioni internazionali e le decisioni della Corte di Cassazione turca (Yargıtay) dimostrano chiaramente che la richiesta di un corrispettivo ai pazienti in situazioni di emergenza è contraria alla legge. Pertanto, la richiesta di un corrispettivo ai pazienti per i servizi resi nei pronto soccorso degli ospedali privati è contraria alle disposizioni di legge, alle norme costituzionali, alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza. Qualora sia stato riscosso un corrispettivo da un paziente entrato in un ospedale privato dal pronto soccorso e che abbia ricevuto prestazioni a causa di una condizione sanitaria di emergenza, è possibile ottenere la restituzione delle somme indebitamente riscosse presentando ricorso al Collegio arbitrale dei consumatori (Tüketici Hakem Heyeti) o al Tribunale dei consumatori (Tüketici Mahkemesi).



