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La finale dei 1500 metri disputata alle Olimpiadi di Londra 2012 viene ricordata come una delle gare più «sporche» della storia. In questa gara, in cui sei atleti su nove sono stati squalificati per doping, le classifiche delle medaglie sono cambiate a distanza di anni. Perché, dunque, il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), con la decisione pubblicata il 3 settembre 2024, ha inflitto all'atleta russa Tatyana Tomashova una squalifica di 10 anni dallo sport? La responsabilità di questo scandalo, in cui è emerso che più della metà degli atleti in gara aveva fatto uso di doping, deve rimanere limitata ai soli atleti? Per i dettagli è possibile accedere al nostro articolo tramite il link sottostante.
La finale dei 1500 metri delle Olimpiadi di Londra 2012 può forse essere definita la finale di atletica più «sporca» della storia. In seguito alla squalifica con effetto retroattivo per doping, rispettivamente nel 2015 e nel 2017, delle atlete turche Aslı Çakır Alptekin e Gamze Bulut, che erano originariamente le titolari della medaglia d'oro e di quella d'argento, Maryam Yusuf Jamal del Bahrein era stata promossa dal bronzo all'oro, l'atleta russa Tomashova dal quarto posto alla medaglia d'argento e l'etiope Abeba Aregawi dal quinto posto alla medaglia di bronzo.
Tomashova, due volte campionessa del mondo, che nel 2008 aveva già ricevuto una squalifica di due anni, è stata condannata martedì dal TAS a una squalifica di 10 anni. Il Tribunale ha dichiarato che, nelle nuove analisi effettuate alla fine del 2021 mediante il riesame dei campioni forniti da Tomashova prima dei Giochi di Londra, l'atleta è risultata positiva agli steroidi anabolizzanti. Il TAS ha inflitto tale sanzione tenendo conto del fatto che Tomashova aveva già ricevuto una squalifica di due anni in un procedimento che le aveva impedito di gareggiare alle Olimpiadi di Pechino 2008, ossia che si trattava della seconda violazione dell'atleta.
La precedente sanzione a carico di Tomashova era stata inflitta per «sostituzione ingannevole dell'urina» e le aveva impedito di partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2008. Tale sanzione aveva inciso sulla medaglia d'argento da lei vinta nei 1500 metri alle Olimpiadi di Atene 2004.
Nel comunicato diffuso martedì dal TAS si precisa che tutti i risultati di Tomashova tra il 21 giugno 2012 e il 3 gennaio 2015 sono stati dichiarati nulli e che è stata annullata anche la sua seconda medaglia d'argento olimpica. Tale periodo comprende anche le Olimpiadi di Londra 2012. Il TAS ha ricordato di aver trattato questa causa come giudice di primo grado in luogo della Federazione russa di atletica e che tale federazione è sospesa dalla Federazione Internazionale dal 2015 a causa di un sistema di doping su vasta scala.
Le decisioni del TAS possono di norma essere impugnate dinanzi al Tribunale federale svizzero soltanto per motivi procedurali limitati. Qualora l'impugnazione di Tomashova non abbia successo, il Comitato Olimpico Internazionale potrà promuovere Aregawi alla medaglia d'argento e Rowbury dal quarto posto al bronzo. Questa decisione significa che la medaglia di bronzo dei 1.500 metri sarà assegnata all'atleta statunitense Shannon Rowbury.
Nella finale di Londra 2012, definita dal mondo dell'atletica «la gara più sporca», i dubbi erano stati espressi dagli stessi atleti partecipanti. Quando la britannica Lisa Dobriskey si classificò decima, dichiarò alla BBC: «Non credo di aver gareggiato in condizioni di parità». A dodici anni di distanza, è stato confermato che sei dei primi nove corridori avevano violato le norme antidoping. Si può osservare che persino gli atleti che hanno preso parte alla gara seguono gli sviluppi sotto shock. Anche la dichiarazione rilasciata sui social media da Laura Weightman, che aveva inizialmente concluso la gara all'undicesimo posto, «Passare dall'11º al 6º posto dopo la finale di Londra 2012. Difficile da comprendere,» riassume chiaramente gli ultimi sviluppi.
Alla luce di tutti questi eventi, ciò che ci chiediamo è se il Comitato Olimpico e la WADA assumeranno una responsabilità in relazione alla gara. Come è noto, l'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) è l'ente principale competente per il controllo antidoping ai Giochi Olimpici, ma non esegue direttamente i test. Il ruolo della WADA è stabilire gli standard antidoping globali, vigilare sull'attuazione di tali standard e coordinare le organizzazioni antidoping. La WADA svolge attività di controllo e di orientamento per garantire che tali processi siano condotti in modo corretto ed equo, ma l'esecuzione dei test e la gestione dei risultati sono affidate al CIO e alle federazioni competenti. Considerando in ultima analisi la finale dei 1500 metri delle Olimpiadi di Londra 2012, oggetto di questo scritto, è evidente che il fatto che 6 dei suoi 9 atleti siano risultati positivi al doping costituisce una chiara negligenza; vedremo nel prossimo futuro se le conseguenze di ciò riguarderanno soltanto gli atleti.
Aleyna Nur Acır, praticante avvocato



